Preoccupazione per l’aumento dei costi del Trasporto Pubblico decisi dalla Regione
Mercoledì 29 Settembre 2010Il Partito Democratico di Serrenti esprime grande preoccupazione per l’aumento dei costi del Trasporto Pubblico Locale decisi dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato ai Trasporti con determine n° 582 e 583 del 30 Agosto 2010 (Ridefinizione del sistema tariffario dei servizi di trasporto pubblico urbano regionale e Ridefinizione del sistema tariffario dei servizi di trasporto pubblico extraurbano regionale) e con determina n° 620 del 21 settembre 2010 (Ridefinizione del sistema tariffario dei servizi di trasporto pubblico extraurbano regionale) a parziale correzione delle sopra citate determine.
In un momento cosi difficile per l’economia Italiana e in particolare per quella Sarda, le famiglie con redditi medio-bassi, i lavoratori e gli studenti vedono diminuire sempre più il loro potere d’acquisto.
Prendiamo atto che la deliberazione della Giunta Regionale n° 30/21 del 3 Agosto 2010 prevede e giustifica un aumento della tariffa base chilometrica dell’8,55%, ma in realtà l’incremento tariffario non è quello indicato ma varia tra il 17% (sotto soglia di reddito ISEE) e il 62% (sopra soglia di reddito ISEE).
Tali rincari applicati in maniera arbitraria e ingiustificata mettono in seria difficoltà il diritto dei cittadini alla mobilità e limitano il diritto allo studio per i loro figli.
Le famiglie numerose, con lavoratori e uno o più studenti pendolari si trovano quindi nell’impossibilità di far fronte a spese per rincari improvvisi e incomprensibili.
I nostri cittadini ci hanno espresso forte preoccupazione e disagio per questa situazione.
Chiediamo quindi all’Assessore ai trasporti della Regione Sardegna, l’immediato blocco degli aumenti tariffari in funzione di una corretta applicazione delle tariffe secondo quanto stabilito dalla delibera n° 30/21 del 3 Agosto 2010.
Richiediamo inoltre il rimborso delle somme pagate dai cittadini per biglietti e abbonamenti finora acquistati con prezzi esorbitanti e incoerenti rispetto alla delibera n° 30/21.


